Report di Andrea Carioti
Ore 21 di martedì 15.
L'intento è quello di partire piano,cosciente della mia condizione e del fatto di essermi allenato da solo rubando qua e là nei “condivisi”consigli ed esperienze.
Ma l’onda mi trascina in avanti verso la prima salita e perdo tutti di vista.
Mi spaventano le discese, troppo tecniche per me, le affronto piano stressando fuori misura le gambe che poi chiederanno il conto.
La notte scivola veloce, e sul percorso, nel buio,la voce amica di Irina mi incita e mi dà forza, nonostante cominci ad avere problemi di stomaco……
Proseguo…non rispondo a nessun messaggio che arriva, solo a mia moglie do un cenno di sopravvivenza.
Ogni salita mi sembra più lunga degli anni passati. Il Malatra' sembra non finire mai ma quando passi il colle l'aria è diversa e si sente il profumo del finale.
Ma non ho fatto i conti col mio tibiale.
A questo punto comincia la mia agonia.
Ogni passo un calvario. I bastoni diventano le mie stampelle….dal punto di vista della gara perdo un sacco di posizioni ma….è il mio viaggio, mi importa arrivare e dare giustizia alle ore passate ad allenarmi.
Entro a Courmayeur zoppicando, Luca Toso mi scorta come un eroe.
All’arrivo poca gente….Rugari e Maggi esultano, un bambino mi chiede il ‘5’....
Sono arrivato, stordito ma tutti mi sorridono.Chiamo subito mia moglie e piango anche un pochino che non fa mai male.Grazie a chi mi ha seguito da casa!
