Atletica Levante nelle Langhe

    Atletica Levante nelle Langhe

    Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo bianco d'Alba - domenica 25 ottobre 2026 

    Report di Lara Delbene,  Livia Ghi Inceu e Alberto Azzarini 

    " Sine sole sileo"
     Questo motto latino, tradotto - letteralmente- "Senza sole io taccio" ,  accompagna spesso le meridiane dipinte sulle case. Vista anche ad Alba, domenica, sul percorso della maratona.
    Leggendo queste parole sotto la meridiana, mentre aspettavamo il passaggio degli atleti sul percorso, stavo proprio pensando che senza la luce, senza speranza e gioia, l'anima rimane immobile, si chiude nel silenzio, oppure tristezza.
    Conosco atleti che corrono per stare bene con se stessi, il benessere che poi trasmettono ai loro cari, ed è quella la luce che li guida. Attraversano affaticati il traguardo, ma rimangono belli e solari.
    ***

    "Atletica Levante presente alla Mezza maratona con: 
    Simone Grieco, settimo assoluto, secondo di categoria 18 - 34
    1 ora 30' 56" 

    Stefano Farina, dodicesimo assoluto
    quarto di cat 18 - 24
    1 ora 34' 13" 

    Irina Manic
    Terza assoluta
    Prima di cat 18 - 34
    1 ora 36' 09" 

    Mancuso Salvatore
    1 ora 48' 09" 

    Delbene Gabriele
    2 orre 26' 13" 

    Per i 50 km,  Campionato Italiano di Trail lungo: 

    Lara Delbene
    Seconda assoluta
    4 ore 20' 40" 

    Ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualche nostro atleta. 
    Percorso attraverso le Langhe molto eco, poco trail, troppo asfalto" Non era un Camp. Italiano di trail lungo.  (Alberto Azzarini)

     La mia prima 50 km. Le riflessioni di Lara Delbene " Una distanza che non avevo mai affrontato prima e, a pensarci bene, forse un Campionato Italiano di Trail Lungo non era proprio l'occasione più semplice per mettermi alla prova. Ma alla fine sono fatta così: difficilmente mi lascio sfuggire un'occasione. Preferisco provarci e magari rimanere delusa, piuttosto che chiedermi come sarebbe andata se non ci avessi nemmeno provato.
    Sono partita concentrata, ma anche un po' intimorita dai chilometri che mi aspettavano.
    La prima parte di gara è stata abbastanza controllata: salite e discese dolci tra le colline, respiro regolare, buone sensazioni e paesaggi autunnali dai colori spettacolari. I primi problemi sono arrivati intorno al 22° chilometro, poco dopo aver superato la distanza della mezza maratona. Le gambe hanno iniziato a farsi sentire, decisamente prima di quanto sperassi. Ho cercato di convincermi che fosse soltanto un momento di crisi passeggero.
    Il momento più difficile, sia fisicamente sia mentalmente, è arrivato nel circuito aggiuntivo di circa 8 km, quello che portava il percorso dell'Ecomaratona alla distanza prevista per il Campionato Italiano di Trail Lungo. Un continuo susseguirsi di discese ripidissime e salite altrettanto impegnative tra i vigneti, con pendenze che sfioravano il 30%. Credo di aver capito lì cosa significhi avere davvero male alle gambe!
    Eppure, anche nei momenti più difficili, l'idea di partecipare a un Campionato Italiano, e di trovarmi in seconda posizione mi ha aiutata a rimanere concentrata. Non volevo sprecare quell'occasione, soprattutto dopo i chilometri già percorsi.
    Nonostante i dolori e qualche problema di nausea, posso dire di essermi goduta questa esperienza. Certo, tornando indietro, forse cercherei di pensare un po' meno al risultato e di alzare più spesso lo sguardo per godermi davvero tutto quello che avevo intorno. Porto a casa tanta soddisfazione, ma anche una maggiore consapevolezza di quanto sia importante la preparazione, soprattutto quando il percorso diventa più duro del previsto.
    E così, invece di pensare che 50 km siano abbastanza, mi ritrovo già a chiedermi come sarebbe provare ad andare un po' più lontano".
    ***
    Abbiamo condiviso il" terzo tempo", cenando nella parte alta di Neive. Lara ha visto il borgo arroccato sulle colline di Alba.
    A Neive sono nate le famose grappe di Romano Levi, riconoscibili per le etichette disegnate a mano raffiguranti la "Donna selvatica che scavalca le colline". Abbiamo soltanto ammirato le famose grappe e ho chiesto  il permesso di fotografarle.
    Siamo tornati a casa con lo sguardo dominato dal profilo del Monviso.

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